Elezioni X Municipio, Federbalneari boccia le liste per l’autonomia. Critiche alla Regione che rimanda il PUA (VIDEO)

Delusione Federbalneari per la mancata stesura del Piano Utilizzazione Arenili. Papagni attacca le liste per l’autonomia: “Chimere senza sostanza”

Federbalneari scatenata a tutto campo: il riordino delle spiagge è rimandato alla prossima legislatura regionale e l’autonomia del X Municipio corre il rischio di essere strumentalizzata dalla campagna elettorale amministrativa. Va giù pesante il presidente della Federbalneari, ingegner Renato Papagni, a proposito dei due temi di attualità in questo primo scorcio d’autunno: la mancata approvazione del Pua (Piano di Utilizzazione degli Arenili) e i venti separatisti da Roma.

La Regione Lazio, competente sul demanio marittimo per delega governativa, ha tra le sue responsabilità quelle di varare il Pua, Piano di Utilizzazione degli Arenili. Si tratta di uno strumento regolatore, di carattere urbanistico, al quale si devono attenere i comuni costieri nella formulazione delle linee di indirizzo sugli usi degli spazi costieri. La Regione Lazio, in ritardo di quasi un anno rispetto al cronoprogramma fissato per la materia, ha deciso di rimandare il Pua al dopo elezioni, in attesa di elaborare la Valutazione Strategica Ambientale. Ciò significa che anche il lavoro compiuto dal X Municipio, annunciato trionfalmente dalla sindaca Virginia Raggi, dovrà fermarsi a livello di proposta.

La Regione Lazio – denuncia l’ingegner Renato Papagni, presidente Federbalneari (nel video montato da Elisa Palchetti) –  non è in grado di concludere il percorso del Pua che doveva essere deliberato già l’anno scorso. C’è una procedura, che si chiama Valutazione Strategica Ambientale, che non è partita e, secondo quanto ci è stato anticipato, sarà avviata solo nei prossimi giorni. Ciò significa che entro questa legislatura, ormai agli sgoccioli, la Regione Lazio non riuscirà a completarla. Tradotto in parole povere, tutti i comuni costieri, da Terracina a Fiumicino passando per la stessa Roma, i comuni potranno emettere dei piani che, però, non sono coordinati dalla Regione Lazio”. Insomma, mancherà un disegno unico che ne consentirà l’attuazione. Progetti sulle spiagge destinati a restare un bel libro dei sogni.

Intanto, anche per l’insoddisfazione verso l’attuale governo capitolino, cresce a Ostia il fronte autonomista ovvero di coloro che vogliono elevare a comune il X Municipio. Tanto che alle elezioni amministrative del 5 novembre, sono due le liste che hanno come primo punto del loro programma proprio l’autonomia del litorale romano. “Come balneari – commenta Papagni – abbiamo da sempre preso parte al dibattito su questa strategia autonomistica. Non dimentichiamo che sul tema ci sono stati già due referendum, nei quali abbiamo espresso la nostra contrarietà e abbiamo votato per restare con Roma. Oggi le valutazioni in caso di individuazione del solo perimetro di Ostia potrebbero essere differenti ma in queste elezioni municipali non dimentichiamo che siamo ancora Roma. E perciò dobbiamo lavorare perché si possa definire e attuare un progetto strategico romano verso Ostia. Riguardo l’autonomia, forse potremmo farcela tra cinque-sei anni ma non mi sembra questa l’occasione per esprimere un giudizio politico sulle liste che riguardano l’autonomia. Preferiamo dialogare con le liste tradizionali: in vista del voto stiamo incontrando tutti i gruppi politici, dal PD al M5S al CentroDestra, quindi siamo assolutamente aperti al confronto”.

Riteniamo – conclude il presidente Federbalneari – che le liste autonomiste siano solo finte liste. Non riguardano un tema concreto, quello dell’autogoverno, ma solleticano un’idea, una suggestione, un immaginario collettivo. La serietà dell’argomento pretende che si vada a valutare dopo le elezioni regionali, organo che ha potere decisionale sull’eventuale referendum e sull’assetto amministrativo. E quindi ne ripartleremo a maggio-giugno del 2018. Per il momento le liste per l’autonomia sono chimere, non hanno nulla di sostanziale”.

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