Ostia, antimafia in missione. Bindi : “La mafia c’è, ma c’è anche lo Stato”

“Ostia non è un territorio mafioso perchè ci sono centinaia di migliaia di abitanti che vivono in questa parte del territorio e che sono persone per bene ma le mafie a Ostia ci sono e si comportano come le mafie: occupano il territorio, usano violenza e sanno riversare attraverso relazioni il loro denaro e il loro potere nella vita economica e sociale del territorio”. Lo ha detto Rosy Bindi in missione ad Ostia.

“Riteniamo che l’attenzione molto forte che si è accesa nel paese in queste ultime settimane abbia dato anche maggiore impulso alla presenza dello Stato, che d’altra parte non manca almeno da due anni e mezzo (il periodo del commissariamento, ndr). Questa presenza oggi è forte, determinata consapevole e sta ottenendo risultati importanti. Lo Stato c’è, ce ne era troppo poco fino a qualche tempo fa ha aggiunto la presidente della commissione parlamentare antimafia.

La presidente Bindi che ha sottolineato i risultati ha anche aggiunto “prima che questi risultati ci consentano di affermare che il potere mafioso in questo territorio sia stato fortemente ridimensionato o sconfitto dovrà passare un pò di tempo perché forse per troppo tempo questo territorio non è stato attenzionato come lo è stato in queste ultime settimane”.

L’audizione si è tenuta presso la sede della scuola di formazione della Guardia di Finanza per un aggiornamento sulla situazione del X Municipio di Roma.

Presenti tra gli altri il prefetto di Roma Paola Basilone e i vertici delle forze dell’ordine tra cui il questore della Capitale Guido Marino.

Proprio il Prefetto ha assicurato: “L’attenzione non deve diminuire solo perché sono passate le elezioni, la situazione continuerà ad essere monitorata dando tutto l’appoggio alla presidente e nel giro di 15 giorni nomineremo un nostro rappresentante nel Municipio X nell’osservatorio sulla sicurezza. Una massiccia presenza non si potrà mantenere ma certamente rivedremo il controllo coordinato, più intelligente, mirato e georeferenziato sui reati”.

 

 

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