Ostia, apre il Village ma sulla festa è mistero

Forse Raggi, forse Zingaretti, forse le più alte cariche delle forze dell’ordine: tutto il lungomare presidiato ma la festa di inaugurazione dello stabilimento balneare Village è un mistero

Al Village non è buona la prima. E pure la seconda balbetta. L’inaugurazione dello stabilimento sottratto alla criminalità organizzata del 21 marzo 2016 era saltata ufficialmente per “mancanza di documenti”. Il Municipio X, commissariato per Mafia e dunque guidato da una Commissione Prefettizia, aveva infatti preso atto che la procedura di assegnazione del Village, nata sotto Alfonso Sabella (ex Assessore alla Legalità e ai Beni Confiscati alla Mafia sotto la Giunta Marino e dal 29 aprile 2015 all’8 settembre 2015 anche Delegato all’esercizio sostitutivo delle funzioni amministrative di Presidente del Municipio Roma X) mancava di alcuni passaggi. E chissà se sarà buona la seconda.

ALLE ORE 18,00 PRESENZE IMPORTANTI

La Sindaca Raggi non si vede e qualcuno dice che nemmeno abbia risposto formalmente all’invito da parte del Prefetto, Domenico Vulpiani. Il Governatore Zingaretti invece ha un’agenda fitta di impegni istituzionali, ma ha promesso che farà di tutto per passare e prendersi almeno un caffè. Sono invece attesi per le ore 18 i pezzi da novanta di Guardia di Finanza, Carabinieri, Capitaneria di Porto, Polizia di Stato e ovviamente il Prefetto del Municipio X. Nella mattinata decine di manifestanti hanno atteso invano. 

Mentre fervono i preparativi, Roberto Battaglia, che dal 5 dicembre 2016, gestisce i cinque forni di Ostia sequestrati dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma al clan Fasciani, si lascia intervistare. “Il Village riapre a stagione avviata perché ci sono stati dei grossi problemi – riferisce – Quest’inverno ci sono stati dei furti e delle devastazioni all’interno delle strutture. Abbiamo voluto rimettere tutto a posto, anche perché la società che l’aveva in gestione, l’Hesperia srl, ha ceduto le quote a dei nuovi soci, degli imprenditori del settore alimentare. Abbiamo dovuto attendere che i nuovi soci venissero confermati dai custodi giudiziari. Quindi ci sembrava giusto inaugurare nuovamente”. Dei furti non se n’è avuta alcuna notizia in tutti questi mesi: se ci sono stati, le forze dell’ordine li hanno tenuti segreti. Al contrario ci sono stati lavori sui quali Guardia Costiera e Carabinieri stanno cercando di verificarne la regolarità.

A proposito della mancanza di documenti che aveva fatto saltare l’inaugurazione dello scorso anno, Battaglia aggiunge: “Per quanto riguarda il livello burocratico è stato sistemato tutto. Le SCIA sono state rifatte, sono dunque nuove e sono state fatte con tutti i crismi. La nuova società che ha preso il posto dell’Hesperia srl ha assunto già più di 20 persone a lavorare. Lo Stato ci tiene che gli imprenditori che prendono in affitto dai custodi giudiziari queste attività le gestiscano bene e producano possibilmente profitti”. Sulla polemica dei presunti abusi edilizi presenti al Village, Battaglia dice “E’ stato messo tutto a posto dal Municipio, già nel 2016. I nuovi soci non hanno fatto altro che prendere le nuove quote accertandosi che fosse tutto a posto e così è”.

Strano, perché a quanto ci risulta da fonte vicina al Municipio, il giudice delegato Guglielmo Muntoni, che è una figura superiore a quella degli amministratori giudiziari Angelo Oliva e Simonetta Sebastiani, perché preposto al controllo che tutto si svolga regolarmente, ha inviato poche settimane fa una lettera di fuoco al Direttore del Municipio X, Arch. Cinzia Esposito. Muntoni chiede al Municipio di dichiarare quali fossero gli abusi da sanare per poter riaprire in serenità. I nuovi soci infatti non avrebbero aperto senza avere la certezza che fosse tutto a posto. Ma di demolizioni e di ripristino non si hanno notizie. Così come non risulta nemmeno che ci sia una nuova società, cosa che ovviamente non poteva essere perché si sarebbe dovuto fare un nuovo procedimento di evidenza pubblica, mentre ci risulta, da visura camerale, che nuove quote siano state acquisite da nuovi soci, tra cui l’imprenditore Roberto Iannelli, per il 27%.

L’USO SOCIALE DEL BENE SEQUESTRATO

Il Village, essendo un bene sequestrato e poi confiscato provvisoriamente al clan Fasciani, deve essere gestito perché se ne faccia un uso sociale e ancora oggi non capiamo quale uso sociale ci sia stato l’anno scorso e quest’anno, visto che l’associazione Libera non ah proposto iniziative. Su questo punto Battaglia preannuncia che fra una ventina di giorni, quindi a stagione balneare ben avviata, ci sarà una conferenza stampa per presentare un accordo stipulato tra il Village e Libera Campania. “Tutti i prodotti provenienti dai beni confiscati alla camorra come pasta, pomodori, pelati e alimentari in genere, saranno utilizzati nella cucina del Village – anticipa – Oggi quindi presenteremo quello che siamo riusciti ad aprire, cioè il chiosco, il ristorante, il bar e la pizzeria”.

Lo stabilimento Village visto dalla spiaggia

Battaglia posso chiederle una cortesia? Può togliermi lo striscione pubblicitario del Village che è stato messo dalla parte della Faber?”. Battaglia lo toglie e non ho il coraggio di dirgli che i lettini in riva al mare non sono permessi perché devono stare ad almeno cinque metri dalla battigia.

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