Ostia vs San Basilio: storia di “due pesi e due misure”.

Perché gli episodi criminali che avvengono nelle altre periferie non hanno lo stesso risalto mediatico di quelli che avvengono ad Ostia?

Ad Ostia c’è la mafia. Lo dicono, lo sanno e lo sapevano tutti da svariato tempo. Le inchieste, gli agguati, le gambizzazioni, episodi che ormai si ripetono da anni e ai quali la cittadinanza si sta tragicamente abituando.

Anche le esecuzioni non sono una novità. Era il 18 Ottobre 2002 quando Paolo Frau, esponente della ben nota Banda della Magliana, veniva colpito a morte in via Francesco Grenet, o quando nel 2011 venivano uccisi Giovanni Galleoni e Francesco Antonini (noti alle cronache come Baficchio e Sorcanera). Episodi ai quali i media diedero un’importanza secondaria, senza mettere sufficientemente in evidenza quello che in quei giorni stava realmente accadendo sul litorale romano.

CAMBIA TUTTO

Poi all’improvviso cambia tutto. I riflettori che non si erano accessi durante anni di agguati e violenza si accendono improvvisamente con un episodio: la testata di Roberto Spada a Daniele Piervincenzi, il giornalista della trasmissione di Rai 2 Nemo. L’effetto che non avevano prodotto anni e anni di proiettili e inchieste, viene  innescato da un “colpo di testa”.

Daniele Piervincenzi

Ecco che avviene il miracolo: le luci si accendono su Ostia, i talkshow dedicano intere trasmissioni al X Municipio, la campagna elettorale in corso (quella per la presidenza del municipio) si concentrerà da lì in avanti solamente sui temi della legalità e della “pulizia”, con un botta e risposta continuo tra centrodestra e grillini che escluderà automaticamente dal dibattito tutte le altre gravi problematiche che affliggono il nostro territorio.

Oggi le elezioni sono finite, Ostia sembra essere diventata una sorta di piccolo “Bronx” nel cuore della Capitale guadagnandosi un’attenzione mediatica senza precedenti. I recenti blitz delle forze dell’ordine nella zona di Nuova Ostia, come raccontato qualche giorno fa su “Il Quotidiano del Litorale”, hanno prodotto ben poco rispetto alle aspettative e hanno fatto rumore solamente sotto il punto di vista mediatico.

Nonostante questo, stando anche ad un’inchiesta del quotidiano romano “Il Tempo”,  a Roma ci sono ben 72 clan criminali e in alcune periferie della città eterna episodi come la testata avvengono quotidianamente senza però suscitare la stessa indignazione dell’opinione pubblica.

Perché si condanna solo Ostia?

Nella giornata del 2 dicembre, un comunicato dell’emittente Mediaset denuncia un’aggressione nei confronti della troupe di Striscia la Notizia e di Vittorio Brumotti, noto volto televisivo dell’omonima trasmissione famoso per le sue acrobazie in bicicletta.

La troupe, aveva intenzione di girare un servizio sullo spaccio di droga a San Basilio, questo è bastato per scatenare alcuni residenti della zona che, dopo aver sparato dei colpi di pistola, hanno lanciato dei mattoni contro il cameraman di Striscia ferendolo ad una gamba: QUI IL COMUNICATO DI MEDIASET SULLA VICENDA.

Un’episodio per certi aspetti è molto simile a quello dell’aggressione a Piervincenzi. Per non parlare delle numerose inchieste che hanno largamente documentato i legami tra la criminalità del posto e la camorra, lo spaccio, le vedette, e un’enorme giro di denaro strettamente correlato alla vendita di cocaina.

Oltre a questo, basta un rapido giro dei quotidiani per comprendere un’aspetto determinante che ci porta al nocciolo di questo articolo: gli episodi di violenza e criminalità legati ad alcune periferie romane, in questo caso San Basilio, sono molto più frequenti rispetto a realtà come Ostia. 

Stranamente però, a queste zone non viene riservata la stessa attenzione mediatica del nostro territorio, nessun Ministro e nessun esponente del Governo ha mai ipotizzato un consiglio straordinario per la sicurezza di San Basilio, a nessuno è mai venuto in mente di proporre un commissariamento per il V Municipio o di militarizzare il quartiere per combattere la malavita nonostante le organizzazioni criminali del posto stiano godendo di un radicamento senza precedenti.

 

Anche l’ultimo episodio dell’aggressione alla troupe di Striscia con colpi di pistola e mattoni è a dir poco inquietante ed è strano che non abbia prodotto lo stesso eco mediatico della “testata”.  Questa analisi quindi ci lascia con degli interrogativi. A chi fa comodo criminalizzare Ostia?

C’è un progetto ben più strutturato dietro questa operazione? Perché l’esercito e l’attenzione mediatica sono arrivati solo ora, nonostante anche in precedenza siano avvenuti episodi riconducibili alla criminalità? Non lo sappiamo.

L’unica cosa che possiamo dire è che la mafia è presente in tutta Roma, non solo ad Ostia, enfatizzando l’attenzione sul litorale però media e classe politica stanno clamorosamente sottovalutando situazioni ben più gravi inerenti ad altre periferie. Territori che oggi si presentano come veri e propri focolai a cielo aperto e che meriterebbero molta più attenzione da parte delle istituzioni.

 

Commenta questo post

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento
Per favore inserisci il tuo nome