Prostitute e trans tornano “padroni” della pineta di Castelfusano (VIDEO)

A tre mesi dall’incendio che ha devastato il parco di Castelfusano, trans e prostitute spadroneggiano sulla strada a qualsiasi ora del giorno e della notte

Dopo la serie di incendi che a luglio hanno devastato la pineta, il parco di Castelfusano è nuovamente terra di nessuno. Anzi, più esattamente, è campo di commercio di carne umana: la prostituzione.

All’indomani del furioso incendio del 17 luglio e dei roghi successivi, ci fu la corsa tra i politici e gli amministratori a a promuovere iniziative e fare solenni promesse per tutelare il parco urbano di Castelfusano e per ripristinare la legalità, termine questo che va tanto di moda negli ultimi anni su tutte le attività legate al nome di Ostia. La Prefettura di Roma ha disposto persino l’Esercito a guardia dei pini rimasti in piedi e l’amministrazione locale ha disposto il divieto d’accesso (tuttora vigente) in un intero quadrante con il pretesto di preservare l’incolumità dei passanti dal rischio di crollo di alberi bruciati.

Tutte iniziative lodevoli, per carità, che però hanno ottenuto il risultato di interdire la fruizione di ampia parte della pineta alle persone perbene, agli appassionati di running e di bicicletta. Eh già, perché nei confronti delle prostitute che sono tornate da quasi subito ad affollare i marciapiedi di via del Lido di Castelporziano e di un tratto della Litoranea, qualcuno si è voltato dall’altra parte e non vuole vedere.

Basta fare un giro in macchina, come abbiamo fatto noi nel filmato proposto in questa pagina, per accorgersi che trans e prostitute sono tornate a spadroneggiare in pineta. C’è da chiedersi, di fronte a tanta evidenza, cosa impedisca l’allontanamento e la persecuzione di questo traffici da parte delle forze dell’ordine.

Ci fu, qualche anno fa, un amministratore che tentò di far cessare questi commerci con un divieto di sosta per i veicoli dei clienti. Era Giacomo Vizzani, presidente del municipio, omologo di partito al sindaco Gianni Alemanno. Insieme firmarono una determina dirigenziale che ingiungeva ai vigili urbani di elevare multe ai clienti che lasciavano la loro auto in sosta ai lati della strada per consumare il rapporto mercenario con le prostitute. Che fine ha fatto quel provvedimento? Perché non si ripristina? Da qualche parte bisogna pur cominciare. E questo potrebbe essere un segnale nella direzione di porre fine a uno scandalo che dura da troppo tempo.

Commenta questo post

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento
Per favore inserisci il tuo nome