San Francesco di Acilia, si torna a parlare di case comunali a riscatto

Commissione comunale Patrimonio al lavoro: procedimento bloccato da 11 anni. La storia del Villaggio San Francesco

Il Campidoglio venderà agli assegnatari o ai loro eredi le case del villaggio San Francesco di Acilia. Dopo undici anni di stallo rispetto alla procedura avviata dal Campidoglio, l’amministrazione ha deciso di riesumare quel progetto e portarlo a compimento. Con la speranza che non si tratti di un’iniziativa di propaganda elettorale in vista dell’appuntamento con le urne del 5 novembre per il rinnovo del Consiglio del X Municipio.

IL PREZZO DEL RISCATTO

L’annuncio arriva dal consigliere comunale M5S, Nello Angelucci.Con la commissione Patrimonio – segnala in un comunicato – abbiamo nuovamente passato al vaglio, con sopralluogo sul posto, la questione del Villaggio San Francesco di Acilia, circa 52 palazzine e 226 immobili costruiti negli anni Cinquanta in base a una convenzione tra il Comitato Civico S. Francesco e il comune di Roma. A ben 11 anni dalla Delibera di Consiglio Comunale n. 203/2006, che stabiliva la vendita degli immobili per gli occupanti aventi diritto, la situazione era completamente arenata”.

Al momento non è stato reso noto il costo per metro quadrato del “riscatto” che dovranno pagare gli aventi diritto e non è ancora stato stabilito se i subentranti non legati dal vincolo di parentela con gli assegnatari abbiano diritto a meno a partecipare. “Ascoltando i cittadini del neonato comitato di quartiere – prosegue Angelucci – abbiamo dato ulteriore impulso affinché l’attività dell’amministrazione, già in essere grazie all’impegno dell’assessorato Patrimonio, potesse proseguire e arrivare a buon fine in tempi ragionevoli. Ebbene, si è deciso di andare spediti verso l’alienazione degli immobili in un processo partecipato con i residenti delle abitazioni, portando immediatamente una mozione di indirizzo in Aula di supporto all’Assessore in modo da procedere all’approvazione della Delibera che prevederà che le risorse ricavate vengano impiegate per opere pubbliche nell’area di San Francesco”.

LA STORIA DEL VILLAGGIO SAN FRANCESCO

E’ tratteggiata in un volume molto interessante pubblicato dalla “Publidea” ed esaurito nelle librerie, “Tra Roma e il mare” scritto da Giulio Mancini. “L’idea di realizzare un quartiere destinato ad accogliere famiglie bisognose – si legge nel volume – nasce nel 1948 da un comitato di cattolici per rispondere all’esigenza di dare un tetto al grandissimo numero di persone che, nell’immediato dopoguerra, viveva a Roma nella più completa indigenza, malate e denutrite, dentro grotte e baracche formate da pezzi di legno e lamiera. Nasce così il ‘Comitato per la costruzione del Villaggio della Solidarietà Cristiana San Francesco’ per iniziativa di Fabrizio Pocci e Tito Rebecchini”.

L’allora sindaco di Roma, Salvatore Rebecchini, osserva da vicino il plastico del Villaggio San Francesco di Acilia

L’8 gennaio 1949 – prosegue il volume – si costituì legalmente il Comitato per la costruzione del Villaggio della Solidarietà Cristiana San Francesco mentre il 17 gennaio 1949 il Consiglio Comunale di Roma approvò all’unanimità la concessione dell’area di 180 mila metri quadrati all’altezza del km 19,000 della via Ostiense-via del Mare. La raccolta dei fondi necessari alla costruzione del quartiere venne intrapresa con grande slancio tra i nobili ed i professionisti di Roma ma in questa particolare attività si distinse padre Riccardo Lombardi, conosciuto come “il microfono di Dio” per la sua speciale capacità oratoria e di comunicazione.  Il 6 marzo 1949 il Comitato tenne un’assemblea presso il Teatro Adriano e padre Lombardi illustrò le finalità dell’opera  in un quadro commovente e assai convincente”.  Il Papa fu il primo benefattore. “Pio XII donò 50 milioni di lire nel dicembre 1948 all’atto della nascita del Comitato – si legge nel volume “Tra Roma e il mare” – Alla chiusura dell’Anno Santo, nel 1950, fece pervenire altri 50 milioni e nel dicembre 1951, conosciute le condizioni di vita di alcune famiglie nelle grotte di Viale Tiziano, regalò altri 25 milioni. Le donazioni arrivarono da gente illustra ma anche da tanti umili e sconosciuti cittadini. Nell’elenco dei maggiori offerenti si notano il Principe Ranieri di Monaco (un milione), la Principessa di Vicovaro Beatrice Cenci, il Principe Odescalchi, il sindaco di Roma Salvatore Rebecchini (500 mila), il Principe Colonna (250 mila),  il Principe Torlonia, il cantante Beniamino Gigli, il regista Mario Mattioli (200 mila), i Principi Aldobrandini (175 mila). In modo indiretto all’opera contribuì anche il sempre generoso Alberto Sordi: le cronache, infatti, raccontano che il 25 giugno 1950 si svolse un “trattenimento per i più piccoli nella Villa Aldobrandini con il concorso di Alberto Sordi e dei due comici americani Stan Laurel ed Oliver Hardy”. La serata fruttò un incasso devoluto al villaggio per 199.500 lire”.

L’ingresso al cantiere per la costruzione del Villaggio San Francesco

Il 4 ottobre 1949, festa di San Francesco, si assegnarono i primi alloggi. Il sindaco Salvatore Rebecchini consegnò i primi trenta certificati d’assegnazione. Alla fine furono costruite solo 52 case (delle cento previste) per un totale di 232 appartamenti ciascuno di una superficie compresa tra 30 e 63 metri quadrati. Il cantiere è terminato nel 1957 con la consegna della scuola. Nel 1954 fu inaugurata la chiesa di San Francesco affiancata da servizi pubblici”.

Commenta questo post

LASCIA UN COMMENTO

Lascia un commento
Per favore inserisci il tuo nome